Approfondimenti: la pianta di Camellia sinensis

11/07/2018 12:23:39 - Tè e dintorni

Approfondimenti: la pianta di Camellia sinensis

Tutto il tè proviene da una sola pianta conosciuta come Camellia sinensis. Si tratta di un arbusto sempreverde che cresce come un piccolo albero. La sotto-specie Camellia sinensis sinensis è originaria della Cina sud-orientale. Le piante possono vivere fino a 100 anni o più e le foglie sono raccolte durante tutto l’anno.

Ha un raccolto inferiore rispetto al suo cugino indiano, una complessità più raffinata e livelli di caffeina più bassi.

Chi ha scoperto la Camellia sinensis?

È il reverendo Georg Joseph Kamel, su finire del '600 che utilizza per la prima volta il nome Camellia sinesis. Tuttavia non è a lui che va attribuito il merito di aver scoperto la pianta, nè di aver attribuito al suo nome. È Carlo Linneo che indicò la pianta del tè verde come Camellia sinensis, dall’unione di Camellia, in onore del reverendo Kamel, e di sinesis, che in latino significa cinese.

Lo stesso Linneo aveva pubblicato un’altra opera tre anni prima tuttavia, il suo Specie plantarum, in cui la denominava ancora Thea sinensis. Nella seconda edizione di detta opera abbandonò tale denominazione e suddivise la pianta in due distinte specie: Thea viridis (con nove petali) e Thea bohea (con sei petali).

I botanici indiani e cingalesi hanno mantenuto per molto tempo la doppia nomenclatura di Camellia Thea.

Soltanto nel 1958, J. Robert Sealy stabilì definitivamente la denominazione tassonomica attuale con la pubblicazione A revision of the Genus Camellia edita dalla “Royal Horticultural Society”.

Caratteristiche della Camellia sinensis

La Camellia sinensis è un arbusto eretto, dalle foglie ovato-acuminate, con il margine dentato, di colore verde-chiaro lucente; i fiori semplici di piccole dimensioni, di colore bianco, portano numerosi stami color giallo-oro; è originaria della parte continentale del Sud e Sudest Asiatico, ma oggi è coltivata in tutto il mondo, soprattutto in regioni a clima tropicale e subtropicale.

Allo stato naturale può crescere ben oltre i due metri ma, per facilitarne la coltivazione, generalmente si mantiene a dimensioni di cespuglio sempreverde o di piccolo albero. Le radici sono forti e i fiori possono avere un diametro di 4 centimetri e 7 o 8 petali. Le foglie sono lunghe dai 4 ai 15 cm, e larghe dai 2 ai 5 cm. Una foglia fresca contiene circa il 4% di caffeina.

Questa pianta è coltivata soprattutto in zone tropicali e subtropicali, nelle quali le precipitazioni possono raggiungere i 2 metri all’anno; il terreno più adatto è quello acido e permeabile, senza ristagni d’acqua. Le zone in cui è possibile trovarla sono prevalentemente in Cina, Bangladesh, Sri Lanka, Giappone e Kenya Tuttavia, è necessario ricordare che questa pianta è coltivata in tutti i continenti, anche in regioni molto più a Nord delle aree sopraccitate: come per esempio la Cornovaglia.

La temperatura ideale è per la sua crescita è quella tra i 10° e i 30°C , e le coltivazioni possono trovarsi anche a 2.500 m di altitudine (è proprio a quote più elevate che spesso si ottengono i tè più pregiati). La il ciclo vitale della Camellia sinensis dura circa per una quindicina d’anni, anche se esistono esemplari selvatici che superano il secolo d’età.

Esistono due varietà di Camellia Sinensis

La Camellia Sinensis Sinensis è utilizzata per la produzione di tè pregiati e delicati come i tè bianchi e i tè verdi, cresce sulle montagne, oltre i 2.500 metri di altitudine. Le foglie sono strette e gli arbusti sono piuttosto alti (fino a 5 metri), fiorisce circa per sei mesi all’anno e durante l’inverno rimane inattiva, trovando le energie per rigenerarsi e trattenere le sostanze nutritive; per questo il primo raccolto di primavera è particolarmente pregiato.

La Camellia Sinensis Assamica è originaria della regione di Assam, situata a nord dell’India e coltivata in particolar modo in Sri Lanka e Africa, è utilizzata per la produzione di tè forti e scuri ma anche degli Oolong e dei Pu‘er.Produrre tè cinesi di alta qualità rimane un laborioso processo di raccolta manuale e di lavorazione delle foglie intere per mantenere il sapore pieno della foglia di tè. Attraverso le dinastie Song,Tang, Ming e Qing e nella nostra epoca moderna, l’amore e il rispetto per la natura della popolazione cinese, in combinazione con il continuo sviluppo di nuove tecniche di coltivazione e di lavorazione, ci ha donato tè raffinati e di alta qualità di cui godiamo oggi. Con la ripresa dell’economia cinese e la crescita dell’industria del tè, gli esigenti bevitori di tè in Occidente stanno riscoprendo questa bevanda di altissima qualità, varietà, delicatezza, profondità e complessità di gusto e aroma.

Tanti tè un'unica pianta

Nel corso dei secoli, i produttori cinesi sono stati in grado di produrre migliaia di varietà di tè da questa singola pianta Camellia Sinensis, ognuno con il proprio unico sapore. Ciò è stato ottenuto mediante il controllo di 4 elementi fondamentali:

  • Regione in cui si trova la pianta: il suolo e l'altitudine sono fattori chiave;
  • Momento della raccolta delle foglie: inizio, metà o alla fine di ogni stagione;
  • Metodo di raccolta: raccogliere solo di germogli o di germogli con foglie;
  • Tipo di lavorazione delle: appassimento, rollamento, ossidazione, essiccazione e classificazione

Appassimento

Le foglie vengono sparpagliate su grandi vassoi e lasciate ad essiccare o all'interno o all'esterno. Questo processo ammorbidisce le foglie tirando fuori l'umidità dalla superficie che evapora, inizia così la fermentazione enzimatica naturale e viene impostata la successiva fase di lavorazione. Questo processo attenua anche il gusto erbaceo delle foglie di tè.

Mescolamento/Schiacciamento (Rivoltamento)

Conosciuto anche come “Shaking” in cinese, perché in passato le foglie venivano semplicemente scosse in un cesto di vimini. Oggi, questa operazione viene eseguita con l’ausilio di macchine per suddividere ulteriormente le foglie tramite mezzi meccanici. Questo migliora l’ossidazione e mescola gli elementi chimici dei gambi con le foglie, rimuovendo l’amarezza e bilanciando il sapore del tè.

Ossidazione (parziale e totale)

Questo passaggio utilizzato negli Oolong e nel tè nero continua il naturale processo di fermentazione, consentendo alle foglie di riposare dopo le fasi di Appassimento o Mescolamento. Il tempo trascorso determina la quantità di ossidazione del tè. A questo punto, le foglie diventano di un verde più scuro o anche di un colore rosso, dovuto alla rottura della struttura cellulare delle foglie. È in questa fase che il tè inizia a sviluppare le sue caratteristiche dal sapore erboso, fiorito o fruttato.

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